Il libro dei vagabondi

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Descrizione

Il libro dei vagabondi è una celebre opera curata dallo storico e antropologo italiano Piero Camporesi, pubblicata per la prima volta nel 1973 da Einaudi. Il volume è una pietra miliare nello studio della storia delle classi subalterne, della marginalità sociale e della letteratura della “furfanteria” in Italia tra la fine del Medioevo e l’età barocca.
Attraverso questa raccolta, Camporesi ha tolto dall’oblio testi fondamentali che descrivono la vita, i trucchi e la cultura dei finti mendicanti, dei furbi e dei diseredati.
I testi principali dell’opera
Il libro raccoglie e analizza diversi trattati storici dedicati al mondo del vagabondaggio, tra cui:

  • “Speculum cerretanorum” di Teseo Pini (XV secolo): una delle prime opere a catalogare i “cerretani” (da cui deriva il termine ciarlatani), ovvero finti religiosi o questuanti che truffavano i fedeli.
  • “Il Vagabondo, overo sferza de’ Bianti e Vagabondi” di Rafaele Frianoro (pseudonimo del domenicano Giacinto de Nobili, XVII secolo): una vera e propria enciclopedia delle frodi e dei camuffamenti usati per vivere alle spalle del prossimo.
  • Altri testi minori di “furfanteria”: scritti d’epoca che descrivono gerghi segreti (come il furbesco), tecniche di finta sfigurazione fisica e finte possessioni demoniache usate per impietosire i passanti.

Prezzo medio su Internet: 50 €